Il fenomeno del cloud è divenuto un fenomeno ad entratura mondiale che abbraccia diversi scenari a prescinderne dalla natura. Si affrontano temi più orientati al business come i nuovi modelli emergenti riguardo al Pay As You Go; il CEO e il CIO si preoccupa maggiormente di OPEX tralasciando gli investimenti in conto capitale che con un approccio statico dovevano essere mandatoriamente affrontati.
Si affrontano anche temi legati di più alla tecnologia, come il modello di erogazione di applicazioni in maniera elastica a prescindere dallo stack applicativo in cui si voglia operare. Ce ne è per tutti, anche se c’è la confusione che il cloud sia una mera opportunità di mercato per differenti vendor che vogliano riconfezionare i loro prodotti in un ambito nuovo.
Volendo però affrontare il tema del cloud in un modo più analitico ci si pone di fronte al fatto che c’è l’esigenza di innovare anche dal punto di vista della domanda, e che questa richiesta è difficilmente espressa. Le cause di incapacità sono svariate e, sicuramente, una di queste può essere la troppa giovinezza di questo fenomeno oppure l’incapacità di intravedere i prossimi passi da fare per razionalizzare i processi aziendali o per aprire nuove linee di business. La fattorizzazione del proprio sistema informativo e la capacità di erogazione dei servizi in maniera multi-tenant hanno spinto grandi aziende – come Amazon – a offrire servizi a corollario del proprio business come servizi a valore aggiunto. In un modo analogo è nato Amazon AWS che ad oggi si attesta come uno dei maggiori casi di successo nel cloud legato all’infrastructure as a service. Amazon era una società nota per la grande capacità logistica; partita dai libri, poi passata agli elettrodomestici e infine in certe regioni anche al grocery.
Nessuno avrebbe mai predetto che Amazon diventasse uno dei maggiori produttori di hardware al mondo e neanche che facesse metà del proprio fatturato nella rivendita di servizi online su un modello assolutamente nuovo come il pay per use.
Anche dal punto di vista tecnico ci sono due fattori che spingono la necessità di avere una applicazione in grado di crescere e decrescere a seconda delle richieste:
- La necessità di business di esporre componenti come servizi a valore aggiunto della propria azienda;
- Il proliferare di handhelds come ipad, iphone, androids che spingono l’applicazione ad essere riusata da molteplici applicazioni remote.
Un offering simile porta a dover pensare la propria architettura di modo che sia il più possibile scalabile e flessibile.
La richiesta di voler esporre dei servizi a valore aggiunto della propria architettura come elementi rilasciati sul mercato secondo il modello As A Service e la propria App di utilizzo, necessità che i componenti siano altamente coesi e siano in grado di poter sottostare ad un modello elastico di scaling in grado di garantire l’isolazione delle richieste e dei dati attraverso la multi-tenancy. Per il tipo di applicazioni, questi fattori sono dei fattori nuovi che riguardano, oltre al business model, la progettazione e il refactoring di applicazioni che il cloud richiede per poter erogare i servizi. La sicurezza, la multi-tenancy e l’aderenza a degli SLA specifici sono dei fatti nuovi che guidano l’offerta di una piattaforma o di un servizio sul cloud. La domanda non è in grado ancora di chiedere in quanto l’offerta sta lentamende arrivando ad esporre servizi e quindi le rispettive apps che consumano i servizi con il modello As You Go.
Da una parte lo sforzo delle piccole aziende sta nel focalizzarsi su singoli servizi a valore aggiunto in grado di offrire il massimo beneficio ai clienti: si pensi a loggify o controlmycloud.
Dall’altra parte, le medio-grandi aziende invece si stanno focalizzando nell’estrapolare servizi core e ad offrirli secondo il modello As A Service.
Un po’ come ha fatto Amazon per l’infrastruttura. Avevano in casa l’hypervisor opensource XEN e hanno poi sviluppato sopra XEN una versione proprietaria in grado di erogare l’hypervisor stesso come un servizio invocabile tramite una API pubblica.
Di concerto il modello di business e l’implementazione delle piattaforme a corollario come il billing o l’infrastruttura di metering. Da qui hanno innovato l’offerta con un modello nuovo di mercato, aggiungendo del valore a un servizio che avevano già in casa e attribuendogli un significato pubblico. Ora la domanda ha compreso che cosa è il Public Cloud riguardo all’Infrastructure As A Service e Amazon sta facendo metà delle sue revenues proprio in questo mercato.
Siamo agli albori di una nuova rivoluzione industriale; ne stiamo seguendo i primi segnali e la fattorizzazione dei servizi permette di costruire un offering che agevola la costruizione di applicazioni molto più complesse e che rispondano a problemi di mercato nuovi.
